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FOTO E MUSICA: INTERVISTA A LUIGI DE FRENZA E PATRIZIA LAQUIDARA

 

A Schio, all’ antica Osteria “Le Due Spade”, è in corso la mostra intitolata “Rosso Anguana” del fotografo Luigi De Frenza, autore degli scatti che costituiscono l’artwork per il disco “Il canto dell’Anguana” di Patrizia Laquidara, vincitrice, quest’anno, della Targa Tenco come miglior disco in dialetto. La mostra comprende sia le immagini relative al progetto discografico, che  altre fotografie che vedono Patrizia Laquidara protagonista come modella. La mostra sarà visitabile fino a gennaio inoltrato.  Ho incontrato i due artisti per capire meglio il processo creativo che ha portato alla realizzazione di queste immagini.

 

Per info sulla mostra: www.expiria.com

tutte le foto  a questo link http://www.expiria.com/web-multimedia/2011/blog-notizie/rosso-anguana-mostra-fotografica/

pagina facebook : https://www.facebook.com/pages/rosso-anguana/199791276767208

 

La mostra si divide in due parti, quella delle foto fatte a Villaverla, in rosso, e quella dell’ artwork per il disco. L’architetto Carlotta Meneguzzo, curatrice della mostra, ha messo i due lavori in contrapposizione su due pareti diverse  e le foto hanno varie dimensioni. Avete deciso insieme questa disposizione? Come si è arrivati a queste scelte?

Luigi De Frenza:  “Mi sono affidato quasi completamente a Carlotta, che ho conosciuto grazie a un progetto che abbiamo fatto insieme qui alle “Due Spade”. Lei conosceva molto bene lo spazio e una volta che ha visto i bozzetti delle foto  ho lasciato a lei la scelta della disposizione, che ho semplicemente approvato alla prima proposta.  Le ha posizionate dando una dimensione non lineare ma molto equilibrata: ci sono dimensioni diverse e non sono una in fila all’altra e, in più, nella parte “rossa”, ci sono delle linee geometriche che entrano ed escono da foto a foto. Questa idea mi è piaciuta moltissimo, cosa che ha sottolineato anche Enio Sartori, che ha scritto la presentazione.”

 

Le foto di Villaverla sono antecedenti alla pubblicazione del disco?

L.D.F.: “Sì, sono del 2006.”

 

 

C’è anche una luce particolare. Cosa volevate esprimere con questo drappo rosso e con questa luce?

L.D.F.:  “ Il drappo rosso faceva parte della scenografia di uno spettacolo di Patrizia, che si chiamava “Semplicemente Tango”, dove c’erano delle parti cantate, ballate e recitate. Volevamo usare questo drappo per qualcosa, inizialmente pensavamo a un vestito, l’idea era quella di utilizzarlo per un videoclip. Avevamo un contatto  a Villa Ghellini, a Villaverla, abbiamo fatto questo servizio fotografico un po’ per gioco e ne è venuto fuori qualcosa di interessante.”

 

Che modella è stata Patrizia nelle due diverse occasioni? Come avete lavorato sull’interpretazione?

L.D.F.: “È una persona che riesce a stare davanti all’obiettivo senza nessun problema, è molto propositiva ed è un vulcano di idee. Il più delle volte sono io quello che frena, perché a volte ci sono delle questioni tecniche che non è possibile sviluppare. Abbiano tirato fuori cose collegate a ciò che era possibile fare con quella che era la sua idea, confrontandola con la mia, poi abbiamo cercato di sviluppare insieme. Da lei parte l’idea principale poi, con me, l’abbiamo resa completa e fattibile.”

 

 Patrizia, posare come modella ti ha fornito degli spunti per creare musica oppure per te è stata l’occasione per esprimerti con un’interpretazione completamente diversa da quella vissuta nell’ambito della tua cifra espressiva?

Patrizia Laquidara: “Nella parte del telo rosso, per me, c’è molta fisicità, qualcosa di legato al movimento e alla danza; il corpo è molto legato al suono, alla voce e alla musica. Nella parte dedicata all’Anguana c’è più fissità, qualcosa di giocato più sullo sguardo, più legato alla poesia: ho cercato con lo sguardo, le pose e il vestito di interpretare le parole del disco, il racconto di una leggenda. Nelle altre foto non c’erano parole ma molta più musica.”

 

Quanto l’immagine e la composizione, nella gestione delle immagini, possono suggerire qualcosa nella creazione della musica? Quanto i musicisti si possono sentire ispirati da questo?

P.L.: “Tantissimo: le immagini sono quelle che vedi nel mondo esterno a te ma anche dentro di te. Quando scrivo i testi prendo spunto da quello che vedo fuori, noi viviamo le esperienze, le “mastichiamo” e queste esperienze diventano in qualche modo arte, per me diventano suono. Penso che il mio mondo sia legato a un’immagine mentale più che a quelle esterne a me, ad un mondo fantastico: fin da piccola fantasticavo moltissimo e mi viene spesso da immaginare delle storie, viaggio molto con la fantasia.”

L.D.F.: “Tutto quello che vediamo è immagine e credo che un musicista, davanti a sé, non abbia solo melodia ma anche un’immagine connessa alla melodia. Penso che ci sia una connessione diretta tra una sensazione visiva che poi viene tradotta in sonorità.”

 

Anche nelle arti figurative si utilizzano dei termini musicali: saturazione del colore e del suono, tonalità alta per i suoni e i colori chiari, tonalità scura per suoni e colori fondi, timbro per l’effetto portato da una superficie, armonia, composizione, atmosfera, densità, pattern eccetera. Che rapporto c’è tra musica e colore?

L.D.F.: “Un rapporto molto diretto: l’istinto musicale è paragonabile a quello che si può avere davanti a un disegno, il più delle volte è un approccio molto immediato. Poi ci può essere la necessità di avere un background culturale per comprendere meglio certe musiche e certi quadri, ma c’è una connessione legata soprattutto all’emozione: qualsiasi forma d’arte è un’emozione che parte dall’artista verso chi la “subisce” ed è molto personale, viene vissuta in modo molto soggettivo.”

P.L.: “ Credo che ogni suono abbia in sé un colore. Anche quando mi confronto con il suono della mia voce, anche in semplici esercizi vocali, quasi sempre associo al suono un colore o anche una luce: sento quando il mio suono ha un’ombra, è scuro o luminoso. Noi cantanti cerchiamo sempre un suono legato alla leggerezza, qualcosa che abbia la luce dentro.”

 

Nell’artwork del disco avete ricreato un ambiente incantato tra luogo reale e personaggio immaginario. Patrizia nel disco non racconta solo una storia ma dà voce a questa sirena: quale è stato il percorso che vi ha portato a dare proprio quel viso (trucco, capelli eccetera) e quell’allestimento  per dare corpo all’Anguana?

L.D.F.: “L’idea del progetto nasce contestualmente alla scelta della location perché il Buso della Rana, a Monte di Malo, è considerato, dalle leggende locali, il luogo dove dimoravano le anguane. Patrizia ha cercato di dare una propria interpretazione: l’idea di base del costume è stata sua e ha cercato di creare una figura credibile che potesse essere moderna ma rispettosa della tradizione. Ci sono dei riferimenti alle cromie un po’ dark perché si è voluto dare l’impressione di un essere sfuggente. La cosa sulla quale abbiamo lavorato tantissimo è stata la distinzione del corpo umano, dove capiamo che è donna solo fino al busto, le gambe non appaiono mai, perché l’Anguana può trasformarsi in metà donna e metà pesce, serpente o draghessa. Abbiamo cercato di  far capire che c’era qualcosa di evanescente dal punto di vista anatomico, calcando la mano su questo effetto pittorico, quasi acquerellato, con sfocature che creavano più indistinzione.  C’è una foto dove non c’è soluzione di continuità, non si capisce dove finisca il corpo della donna e dove  il costume, perché si integra con la roccia dove lei stessa è seduta.”

P.L.: “ Sono andata al Buso della Rana, ho cercato di sentire cosa mi trasmetteva.  Quando ho pensato al vestito, per il quale mi ha aiutata la mia amica Carla Sperotto, che si occupa di design, me lo sono  immaginato sicuramente bianco, di un materiale che potesse essere leggero ma che da vicino fosse anche pesante, che potesse ferire, come il ferro e lo abbiamo fatto con del fil di ferro. C’è un’idea di leggerezza e di onde. I capelli lunghi, perché per me le figure mitologiche hanno i capelli lunghi, e il viso bianco. Ho chiamato una truccatrice poi mi è venuto naturale togliermi tutto il trucco e le foto migliori, secondo me, sono quelle senza trucco, dove viene fuori una parte meno bella ma sicuramente più intensa. L’Anguana è una creatura selvatica,  non me la immagino molto truccata. Adesso però lo rifarei completamente diverso!”

 

 

Anche nel live abbiamo visto che vengono riproposti alcuni elementi scenici presenti nelle foto. Nelle foto relative a “Il canto dell’Anguana” vediamo delle atmosfere notturne o quantomeno crepuscolari, l’armonia delle immagini è particolarmente fredda. Nel disco, invece, ci sono anche dei richiami a sonorità spagnole, arabe e sudamericane. Come si collegano queste sonorità considerate calde, o comunque solari, con questi colori con queste luci così nordiche?

L.D.F.: “ Qui c’era un problema di forma, fondamentalmente: avendo uno strumento in mano possiamo ricreare tonalità di colore molto diverse le une dalle altre, senza cambiare luogo e strumento. Il lavoro fotografico è una sorta di compendio, di “retro”, delle immagini che sono espresse nelle canzoni. Abbiamo considerato la cosa come un continuo, una cosa al servizio dell’altra ma che funzionasse autonomamente. Non abbiamo voluto fare una cosa didascalica per ogni canzone. Abbiamo voluto creare una sorta di armonia che non è necessariamente legata a una connessione brano-foto, però alla fine di ogni brano c’è uno stacco su qualcosa di visivo, che può essere ricondotto al discorso delle variazioni tonali. Le tonalità fredde sono legate principalmente al clima in cui abbiamo fatto le foto: se noti c’è una foto dove lei è dietro a delle stalattiti di ghiaccio e sono reali, non è un fotoritocco. Eravamo in un ambiente molto freddo, era gennaio.”

P.L.: “È vero,  sono atmosfere un po’ nordiche ma anche barocche. Io pensavo alla figura dell’Anguana un po’ dark, anche per non enfatizzare troppo i colori di una musica mediterranea: fare delle foto così voleva dire distanziarsi un po’, proprio perché è più nordico.”

 

Patrizia, hai vinto la Targa Tenco per il miglior disco in dialetto. Ricordiamo tra l’altro che i testi sono stati scritti dal poeta Enio Sartori. Pensi che questo premio così prestigioso possa invogliare intellettuali, studiosi e artisti ad approfondire  la ricerca e la conoscenza riguardo la figura dell’Anguana e della lingua vicentina o veneta?

P.L.: “Questo disco ha avuto un ottimo riscontro di pubblico, ho sentito davvero il calore della gente del posto, mi fermano e mi dicono che gli piace risentire il dialetto e che ho valorizzato questo luogo. Sono grata alla gente che mi ha seguita e che viene ai miei concerti e penso che le istituzioni venete abbiano riconosciuto pochissimo questo disco.”

 

Però fuori hai avuto un ottimo riscontro.

P.L.:  “ Sì, una radio di Berlino mi ha chiamata per fare un’intervista su “Il canto dell’Anguana”, e ora avrò 5 puntate sulla radio svizzera RSI, una radio nazionale, di cui due solo sull’Anguana. Sono stata a Catania, a Catanzaro e il pubblico ha risposto benissimo, hanno voluto che portassi quello. Poi c’è stato il Premio Tenco e ne hanno parlato tutti bene, ma fuori da Vicenza.”

 

Parlando del “ Tenco”: ogni anno rischia di chiudere, è il premio più prestigioso per la musica d’autore. Tanti musicisti si impegnano per attirare l’attenzione. Al di là del periodo di crisi, cosa si potrebbe fare per sensibilizzare le istituzioni riguardo a questo problema? Perché c’è tanta indifferenza? Tra voi musicisti che cosa vi dite, che percezione avete, a parte il fatto che vi riguarda da vicino? La gente al Tenco ci viene.

P.L.:  “ il Tenco ha sempre premiato artisti che hanno fatto un percorso lungo, che prevede fatica, molto lavoro e impegno. Chiaramente è un’isola a sé, dov’è che vedi questa cosa in giro? Non c’è! Oggi viene premiato chi raggiunge il successo molto facilmente, attraverso la televisione che promuove artisti come quelli di “Amici” o di “X Factor”. Io non ho niente in contrario, sono dei grandi talenti e quando li ascolto penso che loro abbiano delle voci superiori, in quanto a preparazione, rispetto a quelle della mia generazione e non sopporto quando alcuni dicono che questi ragazzi non è giusto che  siano in tv: è assolutamente giusto che ci siano. Ma lo sarebbe altrettanto se venissero premiati altri tipi di carriere e modi di fare musica: questa cosa non viene più vista e fatta arrivare al pubblico e questo è gravissimo.”

 

Quindi tu dici: “Amici”  e “X Factor” in prima serata e il “Tenco” in seconda o terza serata, ammesso che venga trasmesso.

P.L.: “Ma è logico che sia così: questi tempi ci dimostrano che è tutto così, sempre. Non mi stupisce che il “Tenco” soffra e sia sempre in agonia: è per quello che dobbiamo continuamente lottare perché continui a vivere e respirare. Noi artisti abbiamo una grande responsabilità, ma non  solo noi, anche voi giornalisti, i mass media, tutti!”

 

Tournèe di Patrizia Laquidara ( www.patrizialaquidara.it )

 

17 dic

Patrizia Laquidara e Giancarlo Bianchetti alla chitarra La Fontana
via Francesco Paiola, 15
Info: 0458345979
Avesa (Vr)

21 dic

Patrizia Laquidara special guest di Ian Anderson “IAN ANDERSON plays THE CHRISTMAS JETHRO TULL” for BENEFIT
ore 21.30 Ingresso: 40 euro + d.p.
INFOLINE Blue Sky Promotion – www.blueskypromotion.it – 0547.600093 Piacenza: Fedro S.C.S.- 3395672985 – ufficiostampa@fedrocooperativa.it / Nave: Slang Music – 030 2531536 – info@slangmusic.com
Chiesa di San Sisto
Piacenza

22 dic

Patrizia Laquidara special guest di Ian Anderson “IAN ANDERSON plays THE CHRISTMAS JETHRO TULL” for BENEFIT
ore 21.30 Ingresso: 40 euro + d.p.
INFOLINE Blue Sky Promotion – www.blueskypromotion.it – 0547.600093 Piacenza: Fedro S.C.S.- 3395672985 – ufficiostampa@fedrocooperativa.it / Nave: Slang Music – 030 2531536 – info@slangmusic.com
Chiesa di Santa Maria Immacolata
Nave (BS)

 

FEBBRAIO 2012

26 feb

Patrizia Laquidara e Giancarlo Bianchetti alla chitarra Panic Jazz Club
Piazza Castello 42 (zona Castello Ursino)
ore 22.00
Marostica (VI)

 

MARZO 2012

2 mar

Patrizia Laquidara Blackmail jazz club
via Il palagio 59
ore 21.30
Rignano sull’Arno (FI)

10 mar

Il Canto dell’Anguana Teatro Comunale di Cavalese
ore 21.00 – ingresso 15/20 euro
Val di Fiemme – Trentino

10 mar

Il Canto dell’Anguana San Giovanni Lupatoto

 

APRILE 2012

14 apr

Il Canto dell’Anguana Teatro Astra
prevendita ed info
Schio (VI)

 

 

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